Concorso: "COPERTURA ARENA DI VERONA"

 

COPERTURA DELL'ARENA DI VERONA

Concorso di idee internazionale per l'ideazione della copertura dell' l'Arena di Verona

 

ANNO 2016

La soluzione progettuale è costituita e strutturata attraverso pochi e semplici macro-elementi, chiaramente distinguibili, che compongono una tipologia strutturale di tensostruttura a membrana:

l’Arco-portante, l’Anello sospeso perimetrale, elementi permanentemente visibili, e la copertura movibile, che risulterà leggibile solo nella configurazione aperta della copertura.

 

L’Arco/ellisse portante, definito in progetto anche come “ Cerchietto”,  assolve la principale funzione strutturale portante dell’intera copertura,  al contempo è l’ alloggiamento delle membrane di copertura, in posizione chiusa,  e delle carrucole di movimentazione della copertura. Secondariamente svolge anche da supporto  del sistema fotovoltaico integrato ad estradosso, e sistema di video wall all’intradosso, verso la platea.

 

L’anello perimetrale, coronamento visivo lungo tutto il perimetro dell’Arena,  assolve la funzione strutturale di “ tirante” per la tensostruttura. Esso inoltre è funzionale per la movimentazione delle due porzioni di coperture apribili, alloggiando gli argani di apertura delle membrane. Al contempo assolve importanti funzioni correlate alla copertura medesima: smaltimento delle acque meteoriche, manutenzionabilità e accessibilità della copertura, alloggiamento dei sistemi  impiantisitici.

 

La copertura movibile, di fatto realizzata in tessuto PTFE espanso, costituita da due distinte coperture retrattili a scorrimento per mezzo dei cavi della tensostruttura.

Di seguito si  ripercorrono le scelte progettuali, architettoniche, strutturali e funzionali  che hanno definito la soluzione progettuale proposta, in modo da fornire una più chiara ed esaustiva lettura e comprensione del progetto e dei suoi elementi caratterizzanti.

 

Definizione degli appoggi strutturali della copertura: l’Arco portante

Come già esposto, le valutazioni sui vincoli del bene tutelato e le condizioni strutturali, hanno fatto escludere qualsiasi intervento in sovrapposizione agli elementi propriamente costituenti l’Arena.

Non si è valutata percorribile la soluzione progettuale di ricostituire un terzo ordine a coronamento dell’ Arena, come “ispirazione” dell’antica e originaria conformazione, poiché l’intervento opererebbe in maniera “spericolata” ed “ incosciente” sul bene archeologico.

Altrimenti si è giudicata troppo invasiva la possibile soluzione con appoggi perimetrali esterni all’ Arena in quanto rappresenterebbe un inserimento di ostacoli visivi , “ ingabbiando “ di fatto l’Anfiteatro e compromettendo la lettura del monumento.

La volontà progettuale è stata piuttosto quella di perseguire una copertura il più possibile slegata e svincolata dall’Arena stessa, con un immaginario effetto di sospensione dall’alto.

La struttura portante dell’intera copertura si può definire costituita  da un unico elemento, ovvero quello dell’Arco, semi-ellittico passante sopra l’Arena, in direzione Sud-Est/SudOvest, precisamente parallelo all’asse minore dell’Ellisse dell’ Arena.

La posizione, non mediana, è stata definita a seguito di differenti valutazioni di carattere architettonico e funzionale: sia per avere una divisione in due coperture mobili con una precisa  corrispondenza funzionale, con conseguente di vantaggio di uso e gestione, sia per  congruità della loro localizzazione rispetto al sistema distributivo e modalità delle fasi di allestimento. 

Tutti i punti di appoggio necessari ricadranno in quelle aree attualmente già considerate aree di lavoro e servizio ai fini dell’allestimento spettacoli.

Ciascun dei due punti di appoggio del Cerchietto sarà costituito da 4 pilastri, dalla differente dimensione, ma tutti con sezione circolare-ellittica: questi più precisamente ricadranno in posizione antistante gli arcovoli 49 e 52 a Sud-Est, 22 e 25 a Sud-Ovest. La superficie dell’Arco Portante sarà pertanto la risultante tra il raccordo di due archi, dalle giaciture non volutamente parallele,   che ne costituiranno di fatto le costole.

L’arco Portante pertanto si costituisce l’elemento caratterizzante della copertura, sia per impatto architettonico e visivo, sia per il principale ruolo strutturale e funzionale che assolve.

Fino alla quota di 24 m, ovvero all’ intersezione con l’anello perimetrale, i 4 pilastri costituenti il singolo  piede dell’Arco non avranno tra loro alcun elemento di connessione, per evitare di inserire elementi di interferenza visiva rispetto alla facciata dell’Arena.

Dalla quota di 24 m si ritrova invece una struttura secondaria di connessione tra i due archi-costolonature, necessaria a rendere staticamente efficiente e solidale  la struttura del Cerchietto, e funzionale all’installazione dei pannelli fotovoltaici.

Definizione del perimetro della copertura: l’Anello perimetrale

Il perimetro della nuova copertura è stata definito ripercorrendo l’impronta dell’ Ellisse, costituente l’anello esterno originario dell’Arena, di cui unica testimonianza resta oggi l’Ala e le impronte a pavimento dei pilastri,  memoria  dei 72 arcovoli di cui essa era composta.

Il progetto disegna tale bordo, mediante un elemento architettonico, strutturale e funzionale alla  copertura stessa ovvero quello che definiamo, l’ Anello Perimetrale.

Si noti che la proiezione della copertura così determinata, supererà di circa 8 m, il perimetro fisico  delle mura dell’anfiteatro, proteggendo le sottostanti consistenze archeologiche e ovviando alla problematica di pioggia battente che l’altezza a cui è posta la  copertura può implicare.

L’anello perimetrale posto sospeso, al di sopra delle facciate dell’anfiteatro,  assolverà oltre la funzione strutturale e funzionale alla tensostruttura della copertura, significative  funzioni ad essa correlate, quali l’alloggiamento dei cavi di movimentazione della copertura, la percorribilità per la manutenzione ed il sistema diffuso illuminotecnico e di ripresa.

 

Definizione della giacitura della copertura

Scelta di definizione progettuale è stata quindi l’altezza, giacitura e andamento della copertura.

In tal senso risultano particolarmente vincolanti:

  • la tutela assoluta del bene visivo dell’Arena dai coni ottici, esterni ed interni, con particolare attenzione alla salvaguardia della vista dell’ Ala, elemento significativo e di maggiore altezza;

  • le procedure di allestimento dell’Arena per la gli eventilirici ed extra lirici, mediante l’uso della torre a gru, autogru,carrelli sollevatori;

  • le valutazioni in merito allo smaltimento delle acque, manutenzionabilità, e tecnologie di movimentazione della chiusura.

 

Da queste valutazioni consegue la scelta di imposta dell’ Anello perimetrale, che si assume al minimo  a 24 metri da terra, ovvero lasciando quasi 5 m di altezza libera tra il suo intradosso e il filo superiore delle mura perimetrali.

L’Anello mantiene una giacitura orizzontale per la porzione di copertura sulla scena, ma è inclinato/alzato in direzione Nord/ovest, nella parte principale a copertura dell’Arena,  per includere al suo interno l’elemento architettonico dell’Ala e non negarrne mai la vista agli spettatori.

Le giaciture delle due coperture saranno pertanto determinate dalle superfici paraboliche che si determinano dalla connessione dei cavi tesi tra Arco Portante e Anello perimetrale, con una copertura avente massima altezza a 50 m e punto più basso a quota 24 m.

Definizione delle aree della copertura apribile

Come già detto, la copertura movibile dell’Arena, sarà fisicamente costituita da due coperture mobili, definite e gestite attraverso i macro-elementi di progetto, ovvero dell’Arco portante, dell’Anello sospeso perimetrale e i relativi cavi di tensione.

L’Arco portante, infatti,  dividerà in due parti, non uguali o simmetriche, l’Anfiteatro definendo le due aree:

 la copertura Nord/ovest, più ampia, a copertura della area spettatori in cavea e platea;

la copertura Sud/Est, al di sopra dell’area del palco.

 

Le due coperture avranno giaciture differenti e autonomia di  movimentazione, conseguenza delle valutazioni progettuali fatte in merito alla diversa frequenza di apertura a cui è soggetta la porzione sopra palco, per esigenze legate all’allestimento delle scenografie.

Avere una  movimentazione separata delle due coperture comporterà enormi vantaggi in termini di gestione e costi, con risparmi di tempo e consumi energetici.

La correlazione funzionale delle due coperture, infatti, consentirà di mantenere nella stagione invernali, o comunque in periodi prolungati e noti di mal di tempo, la copertura platea/ cavea in configurazione chiusa, aprendo la copertura minore a sud, esclusivamente  per l’allestimento del palco e delle eventuali scenografie.

Le coperture movibili

La copertura Nord/ovest, ha un estensione di circa 10.116 mq.

Essa copre la totalità delle aree destinate agli spettatori, sia in platea che nella cavea, sviluppandosi per quasi i 2/3 della dimensione totale dell’ Arena.

La copertura Sud/Est, ha un estensione di circa 4.454.mq e copre l’area del palco e delle aree di servizio alla scena inglobate internamente allo stesso anfiteatro.

Entrambe sono strutturalmente tensostrutture, tenute in sospensione da numero di 12 cavi, tirati l’Arco portante e connessi al bordo dell’Anello perimetrale. 

Il  meccanismo di chiusura è analogo al velario romano, evoluto dalla meccanizzazione e dalla possibilità di reperire tessuti industriali con efficienti caratteristiche tecniche.

I meccanismi di movimentazione della copertura saranno localizzati a bordo dell’Anello Perimetrale, mentre la sezione dell’ elemento Arco Portante svolgerà funzione di alloggio del tessuto  una volta chiuso.

Nella configurazione chiusa, nessun elemento della membrana di  copertura risulterà visibile, solo i cavi tesi resteranno nello spazio aereo soprastante l’Arena, ma per dimensione ed altezza, risulteranno quasi impercettibili o comunque esili trame in cielo.

La copertura di progetto da un punto di vista strutturale è definibile quale copertura trasformabile costituita da una tensostruttura a membrana.

Le coperture trasformabili sono per definizione strutture adattabili ai cambiamenti climatici e d’uso, costruite in modo che la loro forma possa essere modificata ogni volta sia necessario ed in breve tempo.

Con il termine "tensostruttura" ci si riferisce a qualsiasi struttura dove siano preponderanti gli elementi sollecitati esclusivamente a trazione, che vengono realizzati, nella realtà costruttiva, con cavi di acciaio.

Grazie all'utilizzo di un sistema di supporti rigidi di varia forma e dimensione, sottoposti a sollecitazioni, il peso delle strutture è nettamente inferiore al peso portato, leggerezza che consente di ottenere notevoli spazi liberi con il minimo impiego di materiale.

Per queste valutazioni la tensostruttura è risultata essere la soluzione ottimale a conciliare estetica, economia e velocità di esecuzione.

 

Lo schema strutturale della copertura riprende quello di una gru a torre avente la “torre” costituira da un arco incastrato a terra, “braccio” e “contro-braccio” costituiti da un satellite ellittico incernierato e strallato all’arco che sostiene la tensostruttura.

L’arco, con altezza della chiave pari a 51 metri, risulta ribassato e fonda le proprie spalle in adiacenza alla parte esterna dell’arena cingendola senza interessarne la struttura esistente.

Il satellite per 2/3 circa (“braccio” della gru) coprirà la zona spalti dell’arena, per 1/3 servirà a chiudere anche la parte retrostante e dovrà essere dotata di “contrappeso” (dell’ipotetica gru a torre) realizzato mediante uno zavorramento delle strutture in questa zona, in modo da bilanciare carichi statici e dinamici agenti sulla tensostruttura.

 In tutte le fasi del movimento delle sovrastrutture della copertura deve essere garantito l’equilibrio dell’intero sistema e dunque tutti i componenti in gioco devono essere dimensionati in modo adeguato a sopportare i carichi statici e dinamici.

Nella soluzione proposta i cavi in acciaio generano in maniera diretta la superficie di copertura, e sosterranno essi stessi i  teli in ptfe espanso, movimentati per mezzo di un sistema di  carrelli a comando elettrico e corde secondarie in Kevlar.

Nelle tensostrutture a membrana il sistema di copertura coincide con i componenti strutturali principali,e pertanto  la geometria stessa della superficie in tessuto non è definita in maniera del tutto casuale, bensì è definita sulla base di un equilibrio interno di pretensione che l’intera struttura deve rispettare.

Il processo di ricerca della forma ha infatti avuto inizio con la definizione della configurazione dell’area che si vuole coprire e con la sistemazione degli elementi di supporto interni ed esterni che condizionano le posizioni dei bordi con cui si suppone che la superficie a membrana possa trovare l’equilibrio statico.

Le membrane tessili previste hanno superfici sinclastiche, ovvero curvature sempre concordi in tutto il loro sviluppo .

La soluzione strutturale proposta tiene in considerazione il dimensionamento e le verifiche strutturali idonee alla sismicità del territorio veronese, con grado sisimico 3.

Copertura fotovoltaica

L’Arco Portante è una parte permanente della copertura, in quanto ne costituisce la stessa struttura portante. Questa, unitamente alla sua sottostruttura, sarà funzionale anche per  l’installazione di un sistema fotovoltaico ad integrazione totale.

 La configurazione dell’Arco Portante  permette di avere una superficie di circa 6000 mq di fotovoltaici, posizionati con  orientamento efficace in direzione Sud/Est, e con un’inclinazione, opportunamente controllata nella fase di genesi della forma di progetto, pari a circa 45 gradi rispetto all’orizzontamento.

Il fotovoltaico si integrerà perfettamente con il linguaggio e le forme di progetto, la sua percezione visiva, anche dai coni di visuali a terra, come da piazza Bra e vicine aree del centro storico, sarà del tutto analoga ad un differente materiali di copertura metallico.

Per la pelle esterna dell’Arco saranno utilizzati prodotti fotovoltaici a film sottile ,costituiti da particolari celle solari in silicio amorfo (spessore 1 μm), incapsulate in un polimero stabilizzato ai raggi ultravioletti.                           

In particolare si è previsto l’uso dI sistemI industrialI idoneI  per la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture e sovra coperture con superficie curva. Si è previsto l’utilizzo dei moduli di dimensione 2900x396x3,5 mm, che hanno peso di 9,84 kg/mq e una potenza di picco di 16,18 mq/kWp.

 

Il fissaggio meccanico alla  sottostante grecata di copertura avviene mediante i profili in alluminio anodizzato a forma di “S” che permettono di affiancare i moduli in maniera ottimale e garantendo una perfetta protezione alle infiltrazioni d’acqua , con rivetto a tenuta completo di guarnizione, coperto dal modulo stesso .

Ciascun modulo fotovoltaico utilizzerà esclusive celle solari a tripla giunzioni con silicio a film sottile, in cui la componente blu, verde e rossa dello spettro della luce solare viene assorbita dai differenti strati presenti, riuscendo per mezzo di questa capacità di frazionamento ad ottenere una  maggiore produttività, specialmente ai livelli più bassi di insolazione e in condizioni di luce diffusa.

La presenza di un diodo di bypass connesso ad ogni singola cella permetterà ai moduli di produrre elettricità anche quando sporchi o parzialmente ombreggiati. In generale questo tipo di tecnologia di laminati flessibili presenta numerosi vantaggi al confronto con il fotovoltaico a pannelli cristallini: alta produzione di energia grazie ai coefficienti di temperatura molto bassi con elevata efficienza anche a basse irradiazioni. Risulta quindi adatto a zone a basso livello di irraggiamento solare, con buone rese con cielo nuvoloso.

 

• Assenza di vetro (questo previene il verificarsi di fenomeni di corrosione all’interno del modulo)

• Resistenza agli agenti atmosferici quali vento e grandine, resistente ai carichi di neve

• Moduli autopulenti: grazie alla bassa resistenza all’attrito della superficie strutturata che riduce al minimo l’accumulo di impurità e sporco

• Leggerezza

• Garanzia di potenza minima nominale suddivisa in 3 fasce: primi 10 anni 92%; primi 20 anni 84% e per 25 anni dalla data di vendita 80%

La superficie media necessaria per avere 1 kWp installato è di circa 16 m² di moduli in silicio amorfo, la dove per  kWp si individua la potenza istantanea erogata da un modulo in condizioni standard di irraggiamento: 1.000 W/m² di radiazione solare e 25 °C di temperatura.

Pertanto l’impianto, così configurato, consentirà una produzione di 450 kWp, con una generazione elettrica annua di 314.500 kWh, tale da alimentare gli impianti e  meccanismi di movimentazione della copertura stessa, dando luogo ad una copertura totalmente autonoma da un punto di vista energetico.

La copertura provvederà non solo al sostentamento energetico della stessa struttura di copertura mobile, ma potrà alimentare  gli impianti in uso dall’Arena .

In termini di risparmio energetico

Si noti come la scelta di realizzare un importante superficie fotovoltaica, sfruttando l’opportunità della realizzanda copertura mobile dell’Arena connota il progetto di un grande fattore di eco sostenibilità, obiettivo progettuale continuamente perseguito in questa come in altre scelte fatte  dal progetto ( materiali, luci led, ottimizzazioni gestionali ), di cui se vuole fare una più attenta sintesi in uno specifico paragrafo.

La scelta in particolare di prodotti fotovoltaici a film sottile individua un prodotto con una produzione a basso impatto ambientale anche rispetto ad un più tradizionale impianto fotovoltaico.

I laminati  sono infatti prodotti in condizioni di efficienza energetica a basse temperature. Il particolare processo produttivo, in cui si utilizzano limitate quantità di silicio, fa sì che in circa 2 anni ogni modulo abbia già prodotto energia elettrica in quantità pari a quella utilizzata per produrlo.

Questi 2 anni corrispondono al tempo di ritorno energetico (il cosiddetto EPBT, "Energy Pay-Back Time"), che arrivano fino a 6 per i moduli in silicio cristallino, confermando un bilancio energetico-ambientale pienamente in attivo.

Sistema di smaltimento delle acque meteoriche

Correlato al sistema di copertura dell’Anfiteatro è inevitabilmente la problematica dello scivolamento delle acque meteoriche e relativo smaltimento.

Le valutazioni in merito sono di fatto un fattore di vincolo già in fase concettuale di progetto. Si ricorda infatti che obiettivo del Bando stesso è proteggere gli utenti dell’Anfiteatro dall’acqua ma, anche e soprattutto, proteggere l’Anfiteatro stesso dal degrado che il continuo dilavare comporta alla già  delicata e deteriorata struttura architettonica. 

Come già detto la conformazione planimetrica della superficie coperta è pensata per superare di circa 8 metri l’attuale perimetro dell’arena, coprendo di circa …m anche l’Ala. Il bordo di copertura è infatti studiato per coprire dall’acqua battente le facciate stesse dell’Arena.

La giacitura delle coperture è pensata per far confluire l’acqua lungo il bordo, ovvero sull’Anello Perimetrale, che assolve quindi anche la funzione di linea di impluvio.

Lungo l’Anello Perimetrale, in maniera continua,  è inserita la canalina di raccolta dell’acqua, perfettamente integrata con l’elemento stesso facilmente ispezionabile e manutenzionabile.

La giacitura stessa dell’Anello Perimetrale e una ulteriore correzione di pendenza data alla canalina, porterà l’acqua nei 4 punti di pluviale previsti, perfettamente integrati al sistema strutturale dei  punti di  appoggio dell’Arco Portante.

L’acqua sarà quindi raccolta da due relativi pozzetti posti al piede della struttura, posti in posizione esterna all’Arena e ai sistemi di cloache romane presenti in fondazione.

La soluzione progettuale consentirà di avere un facile accesso alla manutenzione ed ispezione della linea di canalina, altamente auspicabile per  questa fondamentale e delicata funzione della copertura. Una porzione di circa 90 cm è pensata e predisposta quale camminamento di manutenzione, per tutto lo sviluppo dell’Anello perimetrale.

Si prevedono a tal fine, per tutto il suo sviluppo, fasce antiscivolo e ancoraggi di sicurezza.

Sistema meccanico di chiusura della copertura

Il  meccanismo di chiusura è analogo al velario romano, evoluto dalla meccanizzazione e dalla possibilità di reperire tessuti industriali con efficienti caratteristiche tecniche.

Le due membrana retraibile di copertura saranno movimentati da argani localizzati lungo l’Anello Perimetrale, in corrispondenza dei punti di ancoraggio dei cavi,con capicorda a forcella: pertanto 12 per ciascuna delle due membrane .

Ogni copertura avrà un comando sincrono di azionamento dei 12 argani e bidirezionale, per gestire  la  fase di apertura e chiusura della copertura. Conseguentemente alle diverse lunghezze dei cavi , date dalla configurazione parabolica, il movimento degli argani avverrà in maniera sincrona ma non con la medesima durata.

Il sistema di "pilotaggio" è controllato da un software che invierà i comandi ai motori tramite connessioni a fibra ottica, la sua localizzazione si individua nello spazio tecnico ricavato sulla piattaforma di manutenzione a quota 24 m,  inserita al piede di appoggio Sud-Est.

Si può prevedere la possibilità di montare sensori di pioggia per la chiusura automatica della copertura.

Caratteristica del meccanismo di movimentazione è l’autonomia delle coperture platea e palco in cui è stata pensata la copertura di progetto, con grande utilità funzionale e gestionale, con conseguenti risparmi di costi e consumi energetici.

Impianto elettrico della copertura e illuminazione

L’impianto elettrico sarà suddiviso in un impianto per l’alimentazione delle utenze tecniche ( motori di movimentazione della copertura) e un impianto luce.  A sua volta nell’impianto luce si può distinguere l’impianto luce generico e l’impianto luce dello spettacolo.

Le luci per lo spettacolo devono poter essere controllate non solo per esigenze illuminotecniche, ma anche come strumento artistico fondamentale per le rappresentazioni teatrali.

La copertura di progetto integra un progetto illuminotecnico atto primariamente ad illuminare  gli elementi caratterizzanti la copertura stessa, ovvero l’Arco portante e l’anello perimetrale,  e secondariamente a fornire una rete impiantistica perimetrale, al coronamento dell’Arena, atta all’ installazione di luci sia di tipo fisso che mobile, funzionali alla scena negli eventi lirici ed extra lirici.

L’illuminazione “architettonica” prevede corpi illuminanti a LED ad alta efficienza integrati nella struttura, sia di tipo a barra, incassati,  che proiettori da superficie,  opportunamente orientati e schermati.

Questi sono previsti  incassati lungo il bordo esterno ed interno dell’Anello perimetrale sospeso e lungo lo sviluppo dell’ Arco portante.

Utilizzando la tecnologia LED più moderna e performante, come è noto, si  assicura anche un drastico abbattimento dei costi d’esercizio e una maggiore eco sostenibilità della soluzione progettuale.

La visione di insieme della copertura illuminata dovrà risultare sempre secondaria e subordinata all’illuminazione scenica dell’Anfiteatro romano.

 

 

Plus valore di dotazioni impiantistiche

La copertura proposta offre adeguate e opportune risposte alle esigenze funzionali che è chiamata ad assolvere ma il progetto coglie l’opportunità di utilizzare gli elementi strutturali e permanenti della struttura con funzionalità distinte, che possano da sole dare qualità al sistema complesso dell’Arena, dotandola di tecnologie impiantistiche all’avanguardia.

Di per sé una di queste multi funzioni all’interno di una macro funzione è l’impianto fotovoltaico totalmente integrato in copertura.

Ulteriori dotazioni e potenzialità impiantistiche della proposta sono:

1) led–wall  di 1500 mq circa, costituente l’intradosso dell’Arco Portante. Esso è precisamente posto sopra il palco, con inclinazione a favore del punto di vista proveniente dal basso della platea;

2) telecamera mobile su binario  lungo il bordo perimetrale;

3) rete anulare impiantistica da predisporre per gli allacci delle torri sceniche in qualsiasi configurazione lungo tutto il perimetro.

Ledwall

Gli schermi a led (ledwall) sono sistemi di visualizzazione luminosi di notevoli dimensioni,  adatti in particolare per concerti e grandi eventi. La peculiarità degli schermi a led è data dall’elevata luminosità, dalla resistenza agli agenti atmosferici e dalla modularità, ossia dalla possibilita di raggiungere qualsiasi tipo di dimensione. Possono essere installati all’aperto, in piena luce diurna, appesi a qualsiasi altezza. Risulterà di grande fascino per gli spettatori avere tale sistema integrato, visualizzando l’elemento permanente dell’Arco con una funzionalità immediatamente percepita, sempre funzionale in qualsiasi configurazione della copertura mobile.

Ovviamente la previsione del ledwall ha una componente sui costi dell’intervento ma riteniamo sia  fortemente legata alla consistenza e percezione del supporto della copertura. Ciò non ostante si potrà non prevederla o realizzarla in un successivo step, mantenendo all’intradosso dell’Arco solo il rivestimento in alluminio già previsto. 

Telecamere mobili su sistema perimetrale

L’Anello Perimetrale di cui si compone la copertura è pensato e predisposto per installare al suo intradosso un binario continuo tale da consentire la movimentazione di telecamere mobili su carrello.Questa risulta una possibile ed ulteriore dotazione impiantistica di cui si arricchirebbe il prezioso scenario dell’Arena.

Il sistema di "pilotaggio" potrà essere controllato da un software tramite connessioni a fibra ottica e, ulteriori fibre ottiche gestiranno sia i comandi di brandeggio e movimento della testa remota (pan, tilt), sia i comandi sull'obiettivo della telecamera (fuoco, zoom e iris), nonché permetteranno il trasporto dei segnali dati e video in alta definizione della camera stessa fino alla postazione di controllo e alla regia.

Sarà pertanto possibile avere una vista mobile a 360 gradi di tutta l’arena, dall’intuibile ed innegabile fascino, che potrebbe diventare prezioso strumento per gli eventi e spettacoli con Regia Video.

Correlazione con gli impianti luce scenici

La copertura di progetto, ma in maniera più specifica il suo elemento di bordo, definito Anello Perimetrale si sovrappone senza interferenza all’attuale impianto di illuminazione dell’Arena, sia al sistema di torri fisse della stagione lirica che alle eventuali torri-luci degli eventi extra lirici.

Come già evidenziato in merito alle procedure di allestimento, sarà infatti sempre possibile caricare attraverso gru mobili ogni eventuale struttura temporanea. L’altezza dell’elemento fisso dell’Anello è infatti calibrata per consentire anche il passaggio di carichi tra la sua quota intradosso e quella di coronamento dell’Anfiteatro, avendo uno spazio che va da un minimo di quasi 5 m circa ad un massimo di circa 15 metri.

D'altronde, se in linea con le scelte dell’Amministrazione, sarà possibile mantenere le torri luci fisse e la cabina regia in maniera praticamente permanente, vista la possibilità, conseguente l’installazione della nuova copertura, di avere le attrezzature al riparo dalla pioggia.

In tal senso è facile prevedere, in correlazione a questo intervento, un progetto di strutture secondarie atte al fine impiantistico, visivamente più congrue delle strutture temporanee attualmente in uso, che possano assumere una propria dignità architettonica. La predisposizione dell’ impianto elettrico a correre lungo tutto il bordo della copertura, consentirà agevolmente la possibilità di installazione di tutte le componenti dell’impianto luce, lirico ed extralirico, anche a bordo dello stesso Anello perimetrale o comunque in derivazione di esso.

Queste soluzioni non sono volutamente sviluppate e contemplate in progetto né da un punto di vista dei costi né per quanto attiene le problematiche strettamente impiantistiche, in quanto le stesse sono da intendersi come un’ auspicata possibilità ma non un vincolo.

L’amministrazione,infatti, a secondo dei  fondi e delle priorità, potrà attivare in un secondo momento questo tipo di intervento.

Resta infatti pregio della copertura proposta il riuscire ad essere pienamente efficiente ed operativa senza nulla mutare degli attuali sistemi impiantistici, ovvero escludendo costi,  e anche ulteriori tempi,  per la progettazione e realizzazione di interventi satellite ad essi vincolati e correlati.

 

 

Compatibilità con l’attuale distribuzione funzionale dei servizi ed il progetto di riordino

Si noti che il progetto di copertura proposta lavora senza interferenze con l’attuale distribuzione funzionale e gli spazi e servizi accessori, anche temporanei, previsti per la stagione lirica e potrà continuare ad operare adeguatamente anche nella diversa configurazione prevista dal Progetto di Riordino.

Si rileva, infatti, la volontà,  da parte del Comune  di  Verona , di  concerto  con  la  Fondazione  Arena  di  Verona  e  la  Sovrintendenza, di un azione di riordino degli  spazi  interni ed esterni dell’anfiteatro, che prevede un  più  razionale  utilizzo  degli  spazi  con  la  demolizione  di  molte  strutture  fisse  e  mobili  ad oggi  esistenti  e  realizzate  negli  ultimi  decenni.  Verrebbero  quindi spostati  all’esterno  o  ricollocate  in  altri  spazi  le  attività  di  supporto  allo  spettacolo  (attrezzeria,  sartoria, camerini,  servizi  igienici,  locali  tecnici,  ecc.) e si ridurrebbe il  materiale  in  deposito  in  modo  tale  da  ridurre  il  carico  d’incendio  e  garantire  una  idonea  fruibilità delle vie di esodo. 

 

L’intervento di riordino prevede la  realizzazione  di  una  struttura  smontabile  esterna  collocata  nella  vicina piazza Mura Gallieno,   da  realizzare su due livelli , sfruttando il dislivello tra quota strada e anfiteatro, e che preveda  spazi a servizio del personale  impegnato  negli  spettacoli  (camerini,  cameroni,  servizi  igienici,  ristoro,  …)  e,  sul  livello superiore, un’ampia area soppalcata dedicata al deposito del materiale scenico.

Il piede dell’ Arco portante, posto nel settore Sud-Est, ricadrebbe all’interno di questo manufatto, ma l’integrazione tra i due elementi è facilmente risolvibile e potrà essere calibrata con una soluzione forse anche di tipo più integrato.

 

Movimentazione e posizionamento della Gru

L’allestimento delle imponenti scenografie, tipiche soprattutto della stagione lirica, mette in moto una macchina delicatissima che opera attualmente mediante una gru a braccio, alta circa 30 metri e con sbraccio di 50 metri, posta all’interno del vallo Sud.

L’ esigenza di movimentazione aerea delle scenografie, con introduzione dall’alto sul palco, è un fattore di rilievo anche per le scelte architettonico strutturali di progetto.

Il sistema di chiusura della Copertura-Palco funzionerà in maniera autonoma rispetto alla più ampia copertura dell’Arena, il suo meccanismo di apertura è pertanto indipendente, con l’enorme vantaggio di  poter movimentare solo la superficie più piccola dell’area sopra palco per le esigenze di allestimento, mantenendo la Copertura più ampia in configurazione chiusa, se le esigenze climatiche lo richiedono.

Si prevede di ottimizzare e modificare le procedure di carico verticale di scenografie e attrezzature ingombranti, dismettendo la Gru a torre attualmente in uso e prevedendo l’utilizzo di una Gru telescopica da posizionare al di fuori del vallo, nella medesima posizione indicata nelle planimetrie di Prevenzione Incendi, in modo da  non interferire con la posizione in elevazione dell’Anello perimetrale.

La gru telescopica consentirà infatti di manovrare i carichi soprappassando i cavi della tensostruttura e movimentandoli verticalmente all’interno dei campi liberi di larghezza di 12 metri.

 

Possibilità di un allestimento permanente

Come previsto e richiesto dal Bando, la Copertura potrà proteggere dalle precipitazioni meteoriche l’intera Arena, proteggendo dall’azione di degrado il monumento e  consentendo la messa in scena degli spettacoli indifferentemente dalle condizioni climatiche, con protezione per le persone ma al contempo ai mezzi e strumentazioni, alle costose ed imponenti scenografie, con enorme vantaggio nei costi di gestione e montaggio degli allestimenti.

Quello che ad oggi viene definito l’allestimento stagionale potrà quindi permanere all’interno dell’Arena 12 mesi l’anno.

Esso è costituito in generale da un palcoscenico di circa 1000 mq, strutture di sala, che comprendono la platea e le gradinate con i posti a sedere, e le torri luci di spettacolo.

Oltre questi si potranno normalmente prevedere le recinzioni delle aree esterne di deposito delle scenografie, i containers di servizi, posizionati nel vallo nella parte retrostante l’Arena.

Per le varie componenti dell’allestimento, come anzidetto relativamente alle torri luce fisse e cabina regia, si potrà quindi prevedere nel tempo, in funzione dei fondi e scelte dell’Amministrazione, una loro differente conformazione e “facies” più congrua e rispettosa dell’evidenza storica ed architettonica che “abitano”.

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